Presentata al grande pubblico alcuni mesi fa, oggi fa finalmente il suo ingresso nel mercato finanziario la carta di credito realizzata da Apple: Apple Card.

Il processo di roll-out per coloro che si sono pre-registrati al servizio è infatti cominciato nelle scorse ore e, da qui a fine agosto, sarà disponibile per tutti i possessori di un iPhone.

Apple Card, lanciata negli USA grazie a una partnership con Goldman Sachs, richiede naturalmente di avere un iPhone per poter essere richiesta e gestita, ma sarà utilizzabile anche nei negozi grazie a una card fisica realizzata in titanio, con la particolare caratteristica di non mostrare i dati della carta (ad esclusione del nominativo).

Come funziona Apple Card?

Una volta richiesta e ottenuta la carta (al momento non disponibile in Italia, ma solo negli USA), questa comparirà automaticamente nel Wallet del nostro iPhone.

Nonostante non compaiano sulla carta, avremo ben 3 numeri:

  • Un numero associato all’iPhone (per gli acquisti tramite Apple Pay)
  • Un numero associato alla carta di credito fisica
  • Un numero virtuale, accessibile dall’app, per pagare online presso gli e-commerce che non dispongono del pagamento con Apple Pay

Altra caratteristica degna di nota di Apple Card, e che la differenzia dalla maggior parte delle carte di credito presenti oggi in circolazione, è l’assenza di costi di rinnovo annuali o penali in caso di pagamenti effettuati in ritardo.

Inoltre Apple ha stretto un particolare accordo con Goldman Sachs che protegge le informazioni sugli acquisti: Apple (e Goldman Sachs) potranno sì vedere se le transazioni sono andate a buon fine o meno, ma non avranno possibilità di conservare dati sulla tipologia di transazione né rivendere tali informazioni a terzi

Apple Card: arrivo in Italia

Al momento attuale non è certo se Apple Card arriverà mai in Italia e, nel caso, se riuscirà a mantenere le stesse condizioni economiche vantaggiose (compreso un cash back del 3% sugli acquisti in App Store e Apple Store, 2% su acquisti fatti con Apple Pay e dell’1% per tutti gli altri acquisti).

Ciò che è certo è che Apple risulta intenzionata a esportare questo servizio anche al di fuori dagli USA, quindi potrebbe essere solo questione di tempo.